V&V Costruzioni S.r.l.  
   
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Ho saputo di un signore del Nord-Italia che, recatosi per la prima volta nella nostra bella isola di Sicilia, scorto il suo mare, vi si addentrò vestito e chinandosi lo baciò, eppure le acque di questo mare accarezzano allo stesso modo le coste di tutta la penisola e allora cos’è che rende meravigliosa ogni cosa che di questa terra fa parte? Non è difficile rispondere a questa domanda, perché ciò è dovuto alla sua incredibile magia e così ecco che meravigliosi sono i frutti della sua pesca, rari i sapori dei suoi agrumi, unica la pianta grassa del ficodindia il cui frutto sembra voler concedere la sua dolcezza soltanto a chi sarà disposto a ferirsi con il suo involucro spinoso e unico ancora il vento di scirocco che impetuoso, ma allo stesso tempo caldo e sensuale, ti sfianca così come può farlo una lunga notte vissuta d’amore.
E tra le tante risorse, che questa nostra bella terra ci offre, grande importanza hanno i promontori rocciosi perché è da essi che si estraggono i suoi unici marmi, che con i loro caldi colori e la loro robustezza, marchiano l’inconfondibile provenienza, di cui Trapani, con la sua Provincia, ne rappresenta la località principe per la percentuale della loro estrazione che si attesta al 10% della produzione nazionale e all’80% di quella regionale. Il bacino marmifero, della provincia di Trapani, si estende principalmente nei Comuni di Valderice, Custonaci, San Vito Lo Capo, Castellammare del Golfo ed Alcamo.
E’ doveroso però, prima di analizzare singolarmente le loro caratteristiche fisiche ed estetiche, andare un po’ indietro negli anni per capirne l’utilizzo che di essi s’è fatto nel tempo.
Sappiamo bene che tale pietra è stata da sempre utilizzata come materiale principalmente estetico, infatti, forgiato da mani esperte era l’elemento decorativo per eccellenza, basti pensare alle colonne dei tre ordini architettonici, ai loro relativi capitelli, ai fregi delle trabeazioni, per non parlare delle innumerevoli grandi e piccole sculture che hanno fatto ancor più grandi i già sontuosi monumenti di alto valore storico ed architettonico. E’ nei primi anni del novecento però che l’impiego dei nostri marmi ha avuto, per così dire, una involuzione applicativa, causata, non soltanto dall’uso dei nuovi materiali, sul campo delle costruzioni, ma anche e soprattutto da un nuovo intendere l’architettura. In quegli anni, infatti, il suo utilizzo perse la sua funzione estetico-decorativa diventando essenzialmente di carattere protettivo alle costruzioni, trovando quindi applicazione esclusivamente come materiale di rivestimento, e talmente evidente fu tale cambiamento, nel suo utilizzo, che sembrò quasi il voler rifiutare la sua memoria e quindi il voler ancora modificarne il passato a qualunque costo. Il problema invece era ben altro e cioè di riuscire a trovare e quindi ad ottenere, un equilibrio tra le passate e le nuove concezioni del costruire, e che grazie anche alle nuove tecnologie, tale elemento naturale si sarebbe potuto riproporre e quindi rinnovare.
E così è stato in questi ultimi decenni, dove ci si è sforzati, riuscendo, di ricercare, appunto, quel equilibrio tra quelle differenti concezioni del costruire, ed è proprio nel momento in cui esso è stato considerato elemento architettonico che si è realizzato, per il fatto di essere esso stesso natura, quel equilibrio con l’opera dell’uomo, debellando quella crisi nata appunto allo svilupparsi, in architettura, del movimento moderno. Da qui si tralascia di elencare quelle che sono state e che sono le applicazioni di questo elemento naturale, (non solo in Italia, in Europa, in America, ma anche in tutto il resto del mondo), passando subito a quelle che sono le caratteristiche tecniche ed estetiche dei nostri marmi oggi più commercializzati e precisamente: Perlato e Perlatino Sicilia, Botticino Sicilia, Avorio Venato, Breccia Sicilia, Libeccio Antico, Libeccio, Spuma di Mare, Rosso Sicilia, Travertino Siciliano e Grigio S.Vito.
Il PERLATO, come tutte le altre pietre che andremo ad analizzare, è un calcare fossilifero cioè presenta della materia organica consolidata, il cui aspetto di fondo è di un colore avorio chiaro arabescato in marrone, la grana è fine ed eterogenea e i numerosi organismi unicellulari, detti foraminiferi, associati ad altri quali frammenti di Rudiste, cioè molluschi lammellibranchi, caratterizzano questa pietra di un lucido superiore. Molto simile al perlato per composizione è il PERLATINO DI SICILIA il quale si presenta, nelle chiazze marrone e di calciva, rispetto al perlato più compatto.
Compatto e cristallino è anche il BOTTICINO DI SICILIA, gli elementi in esso presenti, appartenenti al Cretaceo, ultimo periodo dell’epoca mesozoica, conferiscono, a tale pietra lucidata, un aspetto di colore avorio caldo.
Invece di bellissimo effetto è l’ AVORIO VENATO con fondo avorio e riflessi rosa, in esso sono presenti episodi ferruginosi di colore giallo oro, i cui intrecci danno origine ad una varietà denominata “avorio fiorito”.
Un altro tipo di marmo denominato BRECCIA DI SICILIA si riscontra in diversi tipi, simili tra loro nell’aspetto esteriore, ma differenti nelle proprietà tecniche della pietra, comunque tutte porose ma al tempo stesso compatte.
Altro materiale lapideo, facente parte della famiglia delle “breccia”, è il LIBECCIO, roccia questa costituita da detriti cementati, di colore chiaro variopinto.
Ed ancora il LIBECCIO ANTICO, calcare della stesa famiglia del Libeccio, presenta strisce rosso mattone, giallo e verde.
Un altro calcare del Cretaceo è la SPUMA DI MARE esso presenta frammenti di Rudiste, grosse Orbitoline ed alghe
Il ROSSO SICILIA invece è una pietra di Castellammare, di colore rosso cupo, uniforme con chiazze ocracee, è un calcare giurassico, la struttura si presenta sub cristallina, ricchissimo di fauna Ammonitica, cioè presenza di molluschi fossili della classe dei cefalopodi, finemente poroso e compatto.
Ed ancora il TRAVERTINO SICILIANO pietra questa che nasce per sedimentazione e lente reazioni chimiche determinate dall’azione delle acque sulfuree filtrate da strati di calcare, spugnoso, compatto, con gradazione di colore che va dall’avorio al nocciola, i cui chiaroscuri gli fanno prendere il nome di “oniciato”.
In fine il GRIGIO SAN VITO calcare fossilifero del Cretaceo, in esso sono presenti frammenti di Rudiste, grosse Orbitoline ed alghe.
Queste le caratteristiche tecniche ed estetiche dei nostri marmi, ed è proprio grazie a queste caratteristiche, qualitativamente eccezionali, che tali materiali lapidei vengono oggi ampiamente utilizzati ed impiegati nei più svariati e specifici settori quali l’arredo urbano, la scultura, l’architettura e il design.
Arch. Fulvio Ricevuto

 
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